I tre giorni di incontri si sono rivelati molto fruttuosi. I componenti la delegazione hanno illustrato alle autorità le eccellenze friulane e le finalità di questa prima missione esplorativa, evidenziando il Sud Africa come un'area di interesse nell'ambito del programma di internazionalizzazione del sistema regionale anche alla luce del numero di corregionali presenti in loco. L'Ambasciatore d'Italia a Pretoria, S.E. Elio Menzione, il Console Generale d'Italia a Johannesburg, Enrico De Agostini, ed il Console Generale a Johannesburg, Emanuela Curnis, condividendo i principi e le aspettative alla base della missione, hanno auspicato incontri più frequenti ed all'insegna della continuità e preannunciato la più ampia collaborazione per il miglior esito di future iniziative. Entusiastica anche la considerazione di cui gode la presenza friulana in Sud Africa. Su una comunità di 40 mila italiani, circa 5000 sono le persone di origine friulana: la collettività si presenta attiva ed organizzata ed i sodalizi friulani rappresentano preziosi bacini di attrazione per il mantenimento dei contatti con gli italiani di origine friulana, e non solo, in Sud Africa. Anche la figura del friulano come imprenditore emerge, a detta dei diplomatici, per affidabilità e solidità. Molte le storie di emigrazione che si sono trasformate anche in Sud Africa in casi di successo. Ne è fedele testimonianza la visita a Johannesburg ad un'impresa leader nel suo settore, l'azienda di marmi e graniti Hi Tek Ceramics, di Nicolina Di Santolo, friulana di ferro originaria di Trasaghis e attuale presidente della Camera di Commercio Italo Sudafricana di Johannesburg. L'azienda impiega 1600 dipendenti ed esporta oltre il 60% della produzione in Europa e nel mondo. Anche l'incontro a Cape Town con Alberto e Roberto Bottega, titolari della nota azienda vitivinicola Idiom Wines di Stellenbosch e la visita al famoso distillatore friulano di Stellenbosch, il pordenonese Giorgio Dalla Cia, hanno permesso alla delegazione di testare sul campo lo spessore e la consistenza dell'impresa friulana nel mondo.
Le giornate di Johannesburg e Cape Town hanno vissuto i momenti più intensi nell'occasione delle cene conviviali organizzate dall'Ente nei Club Italiani sede della Famee Furlane di Johannesburg e del Fogolar Furlan di Cape Town. Le dirigenti del sodalizio di Johannesburg, Nives Cosatti Arrigoni e Sonia Scalco, e il presidente del Fogolar di Cape Town, Delio Colussi, hanno regalato alla delegazione una cornice di autentica festa e un clima di grande amicizia; l'accoglienza e la fierezza della comune appartenenza manifestati da tutti i partecipanti hanno dato prova di una friulanità non corrosa dalla lontananza e dal tempo. La delegata dell'Ente Friuli nel Modo Roberta Demartin, che per incarico del Presidente Giorgio Santuz ha consegnato nelle due serate un centinaio di attestati di benemerenza ai friulani distintisi a Johannesburg e Città del Capo per la propria attività sociale e d'impresa, approcciando i convenuti in lingua friulana ha elogiato con parole sincere la vitalità dei sodalizi sudafricani e la passione di dirigenti e simpatizzanti. Sottolineando il grande impegno promosso da Friuli nel Mondo a tutela dell'identità e della cultura in ogni continente del mondo ha illustrato il profondo significato simbolico affidato alla cerimonia delle premiazioni con cui "si è voluto rendere omaggio e riconoscenza a quanti con il proprio impegno hanno tramandato e continueranno a tramandare alle nuove generazioni il senso ed il significato dell'identità friulana e a coloro che con il proprio sacrificio e lavoro si sono fatti onore in Sud Africa partecipando al progresso della nazione che li ha accolti e diffondendo il senso del dovere e la cultura del lavoro ereditate dalla terra d'origine". Un'esortazione finale è stata rivolta ai giovani invitati a coltivare sempre di più le relazioni con il Friuli e a sfruttare tutte le opportunità di studio e soggiorno offerte dalle istituzioni regionali.
Al termine della missione è emerso chiaramente che i legami ed i rapporti dei friulani in Sud Africa con la Regione Friuli Venezia Giulia ed il Friuli in particolare si presentano ancora solidi e sviluppati sul piano culturale ed affettivo, ma carenti in un'ottica di moderna collaborazione internazionale. Molti dei primi friulani emigrati, così come quelli di seconda e terza generazione, si sono affermati assumendo posizioni di rilievo nelle istituzioni e nel mondo dell'imprese e costituiscono un patrimonio che deve essere messo in rete. Sarà questo l'obiettivo a cui mirare per far sopravvivere e prosperare la presenza friulana in Sud Africa.