A Forcella Lius, fra Ligosullo e Paularo
di Alessandro Cesare
Il legame che unisce il Friuli con i suoi emigranti, si sa, è indissolubile. Da qualche giorno questo legame unisce anche le comunità di Ligosullo e Paularo e, simbolicamente, anche il Giro d'Italia con gli emigranti.
Quasi duecento persone hanno raggiunto Forcella Lius giovedì 20 maggio scorso per assistere allo scoprimento del cippo voluto dall'Ente Friuli nel Mondo in onore degli emigranti, a cui è dedicata anche la salita di Passo Duron.
Una cerimonia dalla quale sono emersi valori e significati tipici del popolo friulano e carnico in particolare, che per scongiurare nuove emigrazioni ha scelto di rilanciare la propria terra puntando molto sullo sport e sul ciclismo. «In questo luogo - ha affermato il presidente dell'Ente Friuli nel Mondo, on. Giorgio Santuz - c'è il ricordo di milioni di persone che hanno lasciato la propria terra, onorandola dovunque fossero diretti». Insieme a Santuz, a Forcella Lius c'erano anche il vice presidente vicario, Alido Gerussi, i sindaci delle due comunità, Giorgio Morocutti per Ligosullo e Maurizio Vuerli per Paularo, il presidente del Consorzio "Pietra Piasentina" Mario Laurino, i presidenti dei Fogolârs Furlans di Berna, Enzo Fornasiere, e del Ticino, Silvano Cella. Non poteva mancare l'organizzatore della tappa Enzo Cainero (arrivato insieme all'ex calciatore Gigi De Agostini), che ha ricevuto il grazie della gente e degli amministratori. «Sono momenti come questi che riescono ad emozionarmi - ha commentato Cainero -. Queste valli devono rilanciarsi per evitare ulteriori spopolamenti. Però bisogna crederci e in questi giorni la Carnia sta dimostrando tutta la voglia e il sentimento di vita che contraddistingue questo territorio». Per Cainero il cippo di Lius dovrà diventare punto di incontro e motivo di collaborazione tra le comunità di Paularo e Ligosullo, «trasformando l'opportunità data dal Giro in un'occasione di sviluppo durevole e continuativa».
Il cippo è stato realizzato dalla Julia Marmi, del comm. Mario Laurino, su commessa dell'Ente Friuli nel Mondo. Un blocco naturale di pietra piasentina di 50 quintali, alto più di due metri e mezzo, sul quale è stato inciso un verso della villotta "L'Emigrant" di Arturo Zardini. «Dedico questo cippo - ha precisato Mario Laurino - a mio nonno, che nel 1890, all'età di 14 anni, da emigrante, già lavorava per costruire la Transiberiana».
Molto apprezzato il discorso del sindaco di Ligosullo, Morocutti, che dopo aver ricordato come Forcella Lius rappresenti il primo insediamento abitativo di Ligosullo, ha dato un messaggio di speranza per il futuro della Carnia: «Dobbiamo essere noi giovani a creare un futuro che ci consenta di restare a vivere nelle nostre terre, tirando fuori la forza dimostrata tante volte dagli emigranti. Bisogna crederci». Parole condivise dal sindaco di Paularo, Vuerli, che ha ricordato la dignità degli emigranti e il loro valore, dimostrati attraverso anni di duro lavoro all'estero. La cerimonia è stata allietata dall'esibizione del Coro "Cive" costituito dagli Alpini di Paularo.
Tante presenze e tanti ricordi dalla Svizzera e dal Friuli
Per l'inaugurazione del cippo
di Alessandro Cesare
All'inaugurazione del cippo dedicato agli emigranti, non potevano mancare proprio loro, quei friulani che in un recente passato sono stati costretti a lasciare la propria terra per cercare un'occupazione all'estero. Sguardo fiero, mani consumate dal lavoro, animo pieno di orgoglio per essere riusciti a far ritorno nell'amata patria friulana. Sono gli emigranti del Fogolâr Furlan di Berna, in Svizzera, invitati dall'Ente Friuli nel Mondo alla cerimonia di Forcella Lius, a Ligosullo. Tra loro anche il presidente del sodalizio del Ticino, Silvano Cella. «Sono originario di Paularo, questa è la mia terra - afferma con orgoglio -. Sono in Svizzera da 53 anni, ma il Friuli e la mia Carnia li porto sempre nel cuore». Cella ha cominciato a lavorare in Svizzera come ragazzo di cantiere, diventando prima assistente edile e poi responsabile delle vendite per un'importante industria. È fra i fondatori della Federazione dei Fogolârs elvetici, nata nel dicembre 1973. «Purtroppo viviamo lontani dalla nostra terra - aggiunge Cella - però poter essere riconosciuti per quello che siamo, e cioè veri friulani, ci fa un enorme piacere. Tutti i nostri emigranti della Svizzera - conclude - attendono con ansia la tappa di domenica per poter vedere la propria amata Carnia in tv».
Qualche emigrante saluta i vecchi amici di Paularo, rigorosamente in lingua friulana, altri si mettono in posa per la foto di rito. E intanto fa capolino una bandiera svizzera, che sventola accanto al simbolo dell'Ente Friuli nel Mondo, realizzato sulla pietra piasentina del cippo dalla Scuola dei mosaicisti di Spilimbergo. "Un modo per riunire simbolicamente - ha detto il vice presidente, Gerussi, anche nella sua veste di presidente della Scuola Mosaicisti del Friuli, di Spilimbergo - l'eccellenza della Scuola, leader a livello mondiale, con i valori della tradizione friulana che trova nella straordinaria epopea dell'emigrazione una delle espressioni più riconosciute ed apprezzate".
Alla soddisfazione per la realizzazione del grande cippo, Alido Gerussi unisce l'auspicio che possa anche divenire meta di visita da parte di quanti hanno a cuore le vicende dell'emigrazione friulana, anche perché, egli ricorda "costituisce uno dei pochi esempi presenti nel territorio regionale di monumento ad essa dedicato".
Arrivato in Carnia per festeggiare,assieme ad altri venticinque componenti del sodalizio, i 50 anni del Fogolâr di Berna, c'era anche il suo presidente, Enzo Fornasiere, originario di Buia. «Il legame con il Friuli è sempre fortissimo. Siamo felicissimi di poter essere qui e di partecipare a questa cerimonia. Siamo onorati». Chi si trovava a Ligosullo soltanto per un caso fortunato è, invece, Domenico Del Tor, del Fogolâr Furlan di La Plata, in Argentina. «Sono entusiasta», commenta.
Parimenti entusiasta Cinzia Craighero, residente da anni a Bath (Regno Unito) e socia fondatrice del locale Fogolâr presieduto dal prof. Gian Luca Gardini. La dott.ssa Craighero, nativa proprio di Ligosullo, nell'occasione non ha mancato di ricordare al Presidente Santuz i propri amici e colleghi friulani del Regno Unito.
Di emigranti ha sentito parlare anche Ludovic Turpin, nato nel 1975 a Laval in Francia: a lui, infatti, è andato il bellissimo trofeo inviato in Friuli dal Presidente della Federazione dei Fogolârs Furlans del Canada, dott. Ivano Cargnello, "a nom di ducj i Furlans residents in Canada"!