Friuli, 06 - 01 - 2009

Convention a Sequals



In una terra: Sequals e le sue frazioni, che ha pagato dalla metà dell’Ottocento fino agli anni Sessanta del secolo scorso un tributo pesante all’emigrazione, ed annovera due persone che si sono distinte a livello internazionale: Primo Carnera, campione del mondo di pugilato e Giandomenico Facchina, maestro dell’arte musiva, si è tenuta sabato 5 agosto la terza Convention della Friulanità, organizzata dall’Ente Friuli nel Mondo.























In particolare, la giornata è stata contraddistinta da un dibattito che ha fatto il punto sulla realtà e le prospettive della Comunità friulana nel mondo, tenutosi a Villa Savorgnan di Lestans.

All’incontro sono intervenuti gli assessori regionali alle Relazioni Internazionali e Comunitarie, Franco Iacop e all’Istruzione, Cultura e Pace, Roberto Antonaz, nonché il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Tesini e il neo presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Giorgio Santuz. Presenti pure i presidenti della Provincia di Pordenone, Elio De Anna, e di Udine, Marzio Strassoldo, consiglieri regionali e amministratori locali con in testa il sindaco del luogo, Francesca Piuzzo, e numerosi rappresentanti dei fogolars: fra questi Giovanna Maria Carnera, figlia del grande pugile.

Portando il saluto dell’Amministrazione regionale (il presidente Illy, impossibilitato, ha mandato un telegramma di auguri) Antonaz ha affermato che questi incontri annuali non sono fini a sé stessi, bensì l’occasione per progettare il futuro partendo dal nostro passato.

“Se siamo una delle regioni più ricche d’Europa, lo dobbiamo, secondo Antonaz, anche ai sacrifici di chi ha dovuto emigrare: emigranti che hanno contribuito a darci una mano, ad esempio, nell’immane opera di ricostruzione, dopo il terremoto del 1976”.

Quanto alla politica dell’Amministrazione regionale nei riguardi dei nostri corregionali all’estero, Antonaz, ha citato il sito internet della Regione e lo stanziamento di 2 milioni di euro per sostenere le iniziative a favore degli emigranti: “siamo sulla buona strada”.

In chiusura Antonaz ha auspicato una maggiore collaborazione tra l’Amministrazione regionale e l’Ente Friuli nel Mondo “per sdebitarci nei confronti dei nostri emigranti”.

Il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Tesini, ha invitato a ripensare la progettualità verso il mondo dell’immigrazione che sta subendo cambiamenti profondi, ciò partendo dal fatto che “la nostra regione è un punto di riferimento in Italia nella legislazione in questo campo”.

Per Iacop, che ha motivato la sua presenza nella duplice veste di assessore alle Autonomie locali e ai Rapporti internazionali, “il rafforzamento della capacità della Regione nello sviluppare la propria autonomia è funzionale alla capacità di essere presenti anche nel contesto internazionale”. L’internazionalizzazione del Sistema regione, infatti, passa attraverso il collegamento con i corregionali nel mondo, naturali ambasciatori delle nostre peculiarità.

Gli emigranti, insomma, si prodigano nel far crescere le comunità di destinazione ma anche quella di origine, “coinvolgeremo le Associazioni sparse nel mondo, ha aggiunto Iacop, in un progetto di parternariato che rappresenti la dimensione nuova della Specialità regionale. Sul glocal: rapporto tra globale e locale, si gioca il futuro della friulanità nel mondo ma anche la dimensione internazionale del Friuli Venezia Giulia”.

Il passato ha una storia, ha ricordato Elio De Anna, ma dobbiamo sintonizzarci sul presente dove l’emigrazione continua, seppur in tono minore, e dove i nostri corregionali si spostano con la “valigia tecnologica”, ecco allora che la friulanità diventa un valore aggiunto.

Anche Strassoldo, ha insistito sulla necessità di “ritrovare le ragioni di una nuova presenza dei friulani nel mondo”.

Il primo cittadino di Sequals, nel fare gli onori di casa, ha ricordato che i friulani nel mondo, che hanno trasformato una emigrazione di necessità in una presenza all’estero di qualità, rappresentano un patrimonio importante per il Friuli di oggi.

Nelle relazioni di approfondimento, Rita Zancan, presidente del Fogolar Furlan di Firenze, ha ricordato che i fogolars storici (43 in Italia) sono riusciti a mantenere il senso della identità e hanno superato la prova del salto generazionale.

Domenico Lenarduzzi, presidente del Fogolar Furlan di Bruxelles, ha rimarcato l’interesse delle terze e quarte generazioni per “conoscere meglio la terra dei loro padri, diventata una delle regioni più ricche d’Europa”. Lenarduzzi, ha poi auspicato l’avvio di un dialogo tra i Fogolars e le Associazioni di categoria presenti nella “Piccola patria”.


In chiusura, tirando le fila degli interventi, il neo presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Giorgio Santuz, si è detto pronto ad impegnarsi, a tempo pieno, per ammodernare l’Ente, rafforzando il collegamento con i Fogolars. Una delle prime iniziative riguarderà la creazione di un corpo docente multidisciplinare da inviare nei vari Fogolars per dare l’immagine: culturale, economica, turistica del Friuli di oggi.

Per i friulani nel mondo, il Friuli, ha concluso Santuz, non deve essere solo il luogo delle memoria e degli affetti, ma anche il luogo in cui costruire il futuro, il luogo da includere nel proprio progetto di vita.



Per ulteriori approfondimenti sulla Convention di Sequals vi invitiamo alla lettura di Friuli nel Mondo disponibile nella sezione pubblicazioni del nostro sito.