L´emigrazione dal Friuli ha radici antiche. Una delle prime documentazioni scritte su questa vicenda che ha condizionato l´evoluzione del popolo friulano risale al 1261. Nell´immediato secondo dopoguerra l´esigenza di mantenere un collegamento tra friulani sparsi nel mondo e la loro terra di origine assume, anche dal punto di vista istituzionale, una valenza maggiore rispetto al passato. Su pressante richiesta delle comunitá all´estero, le Istituzioni dell´epoca si fanno carico del problema dell´emigrazione friulana e, pur nella consapevolezza delle difficoltá ad esso connesse, ne sostanziano l´importanza attraverso atti concreti. Il 12 ottobre 1948, l´Amministrazione Provinciale di Udine, il Comitato provinciale per i problemi della disoccupazione (con le rappresentanze dei Comuni, degli Enti economici, sindacali e dei vari uffici interessati alla materia) sono convocati con il preciso scopo di trattare anche il tema dell´emigrazione, permanente e temporanea, in un´ottica che favorisca la collaborazione tra lo Stato e gli Enti locali. Non poche perplessitá emergono, però, sull´idoneitá degli Enti locali a portare avanti attivitá di questo genere.