Festeggiati i 15 anni del Fogolâr Furlan A. Panciera

A casa del presidente onorario dell’Ente Friuli nel Mondo Pietro Pittaro un incontro emozionante

Il Fogolâr Furlan “A. Panciera” del Veneto Orientale tra il Livenza e il Tagliamento, appartenente alla nutrita lista dei sodalizi legati all’Ente Friuli nel Mondo, sabato 25 marzo ha festeggiato il 15° anno di attività. Per l’occasione il sodalizio ha presentato una ricerca storica di Lauro Nicodemo I marinaretti “Un legame con orfani di marinai e pescatoriIstituto Scilla – Centro Marinaro Fondazione “Giorgio Cini” Venezia.

L’arco cronologico considerato è il periodo che va dal 1952 al 1972. Il periodo privilegiato ha visto una media di 400 convittori per a.s. proveniente da ogni parte d’Italia, in particolare da quelle località dove l’economia della pesca e del turismo marittimo avevano e hanno un ruolo importante e per coloro che volevano e vogliono dedicarsi alla carriera marittima sia militare che mercantile.

L’area considerata è l’isola di San Giorgio Maggiore (VE) dove i marinaretti sono stati in contatto con tutte le parlate della penisola e in particolare durante la loro permanenza nella colonia estiva di Malborghetto Valbruna con le lingue minoritarie, friulana, tedesca e slava.

Nella pubblicazione sono presenti liriche in friulano concordiese in rappresentanza delle lingue che venivano parlate in collegio per meglio evidenziare le dinamiche sociologiche e per l’attaccamento storico che la diocesi di Concordia – Pordenone ha sempre avuto con l’isola di San Giorgio Maggiore per la presenza del corpo di Santo Stefano protomartire protettore della diocesi nella Basilica Benedettina e del corpo del vescovo di Concordia Sanudo che alla fine del ‘500 fece costruire il Santuario della Madonna a Cordovado (PN).
La manifestazione ha avuto un momento di intensa emozione per i duecento presenti quando l’autore del libro Lauro Nicodemo con il sottofondo musicale “Signore delle Cime” magistralmente suonato dal maestro Lino Falilone del conservatorio di Udine Jacopo Tomadini e cantato dagli Alpini e dai Marinai presenti , ha chiamato l’Alpino Onorino Pietrobon di San Quirino (PN) superstite del Piroscafo Galileia di anni 96 che nella notte del 28 marzo 1942 visse quella immane tragedia, nella sala del museo è sceso un silenzio irreale, le lacrime hanno incominciato ad inumidire qualche guancia quando ha descritto che solo al terzo tentativo di lasciare la nave inclinata, che stava per affondare ci riuscì mentre le onde del mare in burrasca lo ributtavano sulla nave. Rimase in acqua sballottato dal fondo alla cresta dell’onda, resistette fino all’alba finché non vide una zattera con altri uomini attaccati, tra di loro c’era il caporalmaggiore Borgna Luigi di Parma, che lo trasse in salvo, assieme all’Alpino Borgna, nella zattera riconobbe il tenete Frisacco Erasmo di San Vito al Tagliamento e l’Alpino Bianchet di Rorai Grande. A bordo della zattera di fortuna si trovavano 30 alpini che solo al pomeriggio del giorno dopo vennero tratti in salvo dal cacciatorpediniere “Antonio Mosto”. In quelle lunghe ore di disperazione molti di loro mollarono per lo sfinimento e rimasero solo in tre, tra cui il tenete Frisacco Erasmo.

Terminata la testimonianza di Onorino, sulle note di Stelutis Alpinis, l’autore del libro Lauro Nicodemo ha chiamato sul palco Carlo il figlio del tenete Erasmo, per farlo incontrare con l’Alpino Onorino Pietrobon, la ricerca storica lo aveva portato a scoprire che Carlo non sapeva come il padre riuscì a salvarsi dal naufragio di quella terribile notte del 28 marzo 1942. Onorino e Carlo si sono poi appartati in una stanza nell’emozione e incredulità generale.

La manifestazione è continuata con i saluti del presidente del Fogolâr Furlan Rino Olivo e del presidente dell’Ente Friuli nel Mondo Adriano Luci.
L’avvocato e professor Guglielmo Cevolin dell’Università di Udine nella presentazione della ricerca ha evidenziato la modernità della proposta educativa dell’IPSIAM “G. Cini” voluta da Vittorio Cini avendo saputo mettere in sinergia il Ministero dell’Istruzione quello della Marina Militare e Mercantile con le società di navigazione e non solo del territorio veneziano, facendo riconoscere i periodi di laboratorio e di navigazione (oggi stage) sia come carriera marittima che come riconoscimento previdenziale e mettendo a disposizione moderni laboratori e navi scuola per le esercitazioni in mare.

Il Generale degli Alpini Roberto Rossini del Fogolâr Furlan di Verona ha relazionato nel rapporto storico tra Alpini e Marina Militare e Mercantile.
Prima del momento conviviale e della visita al museo del vino dell’az. viti vinicola di Pietro Pittaro i poeti, Bortolussi Eddi, Olivo Rino, Gilberta Antoniali, Franco Daneluzzi, Cieol Renato, Renata Visintini, Eraldo Jus, Bertroia Angelo, hanno recitato delle loro liriche in friulano concordiese per ricordare la “Vita del Marinaretto” ottenendo un grande interesse anche dei marinaretti provenienti da fuori regione.

Da sinistra: Adriano Luci, Carlo Frisacco, Lauro Nicodemo, Onorino Pietrobon e il figlio.

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