Friuli, 21 - 08 - 2008

I Fogolar furlan supporter della Slovacchia

di Rossano Cattivello
Altro che cultura della nostalgia. L'ultimo nato dei "Fogolàr furlan", la rete di associazioni all'estero dei friulani emigrati, vuole parlare di business. E non per sostituirsi alle istituzioni che si occupano già di internazionalizzazione delle imprese, ma per dare un'occasione in più di informazione e relazione al sistema produttivo regionale.
Sotto questi auspici da pochi mesi è stato formalmente istituito il Fogolàr furlan di Bratislava, da parte di un gruppo di imprenditori e manager che operano stabilmente in Slovacchia. Si tratta di nuovi emigranti, non più con la valigia di cartone, ma con il pc portatile. Il seme era stato gettato già diversi anni fa da Giorgio Santuz, ex ministro dei Trasporti e per lungo tempo presidente della Camera di commercio italo-slovacca, che dall'anno scorso ha assunto la presidenza dell'Ente "Friuli nel Mondo", l'istituzione che coordina i numerosi sodalizi sparsi nei cinque continenti. A farlo germogliare, poi, ci ha pensato Mirco Ribis, quarantenne di Reana (Ud) trapiantato a Bratislava dove lavora per la Tatra Banka, il terzo istituto di credito del Paese che fa riferimento al gruppo austriaco Raiffeisenbank.
Del manipolo di fondatori, però, fanno parte molti altri, con diverse esperienze e professionalità. Come Lucio Masutti, cinquantenne di famiglia imprenditoriale nel settore dell'arredo che da Sacile (Pn) parecchi anni fa ha deciso di creare una società di commercializzazione di legname in Slovacchia e che in seguito ha differenziato i propri investimenti anche nel settore immobiliare, residenziale e agricolo creando un piccolo, impero. C'è, poi, Bruno Mrak partito oltre vent'anni fa da Lucinicco, alle porte di Gorizia, e che oggi guida un gruppo di aziende leader nella produzione di espositori metallici e plastici per snack e dolciumi, fornitrici dei maggiori marchi italiani ed europei.
La realtà slovacca, tra quelle del vicino Est europeo entrate nell'Unione europea, è oggi quella di un Paese che a causa dell'inadeguatezza della classe politica sconta un ritardo nell'integrazione comunitaria, ma che può sfruttare un posizionamento geografico strategico, rappresentando un corridoio importante tra il Centro Europa e l'arca ex Urss, in particolare l'Ucraina.
Il costo della manodopera è ancora basso, circa 350 euro al mese, seppure la disoccupazione sia in calo e gli stili di consumo in rapido aumento. Inoltre, avendo la capitale ad appena cinque ore di auto dal Friuli, è un mercato decisamente a portata di mano. Tant'è che sono numerosi gli investimenti stranieri, compresi quelli italiani, tra i quali quello operato dall'Enel, sul sistema di produzione energetica da fonte nucleare, è soltanto quello più appariscente:
II Fogolàr di Bratislava, così, vorrebbe rappresentare uno strumento di supporto agli imprenditori che dalla "piccola patria" intendono affacciarsi su questo mercato, sia a scopo commerciale, sia di investimento. Prima leva quella dell'informazione, veicolando attraverso gli strumenti informatici più recenti tutte le occasioni di business che si creano. È una sfida notevole, tenuto conto anche del proverbiale individualismo dei friulani, che però sfruttando in maniera moderna i ben 9o "Fogolàr furlan" sparsi nel mondo e le centinaia di migliaia di friulani emigrati e loro discendenti potrebbe sviluppare un potenziale economico notevole.
Notizie dai Fogolars