Il libro sulla villa di Primo Carnera
Una delle iniziative del Comune di Sequals, per onorare la memoria del suo campione è quella relativa alla pubblicazione di un libro dedicato alla storia di villa Carnera. Primo Carnera costruisce la propria villa a soli 26 anni, nel 1932. Dopo appena 3 anni e mezzo di un nuovo lavoro, la boxe professionistica; intrapresa dopo essere partito emigrante a soli diciassette anni per la Francia, da un Italia in crisi economica, ed aver provato il mestiere di falegname e di forzuto in un circo, prima di intraprendere la strada che lo renderà

famoso in tutto il mondo. Una Villa ora splendida, ma da “favola” nel 1932, quando la gran parte delle case friulane erano costruite direttamente dal proprietario con i sassi del Meduna o di un altro alveo di fiume, lavorando giorno e notte, prive del bagno, dell’acqua corrente e molto spesso, dell’energia elettrica. Prive di riscaldamento se non quello dato dall’unico camino, presente in un grande locale che fungeva da cucina, sala da pranzo e soggiorno, quando non anche da camera da letto! Villa Carnera invece con i suoi due bagni, più altri due servizi con lavabo e acqua corrente, una camera per gli ospiti con lavabo a parte, la camera padronale con bagno, la cucina indipendente dalla sala da pranzo, l’alloggio per la servitù, il seminterrato, la “luce elettrica” in tutte le stanze, ed il riscaldamento è il sogno di ogni emigrante, non solo friulano, che si trova a lavorare in ogni parte del mondo. Una casa che se costruita oggi, per la sua dimensione, le finiture, le pitture interne ad affresco, l’arredamento tutto costruito su misura, varrebbe circa due milioni di euro. Tutti soldi guadagnati con la boxe e prima ancora di vincere il campionato del mondo! Negli anni che lo vedono protagonista in Europa e negli U.S.A., Carnera impara e vede edifici e palazzi che non aveva mai visto, vive in ambienti lussuosi, viene a contatto con persone colte, ricche ed importanti, da cui apprende il modo di vestire, di comportarsi. Sono questi i presupposti alla base del progetto di villa Carnera, che viene affidato quasi certamente alla fine 1930, in occasione di una visita a Sequals, all’ing. Luigi Plateo, podestà di Fanna ed amico dell’allora segretario comunale di Fanna Ruggero Grandis, originario di Sequals ed amico di Primo. L’ing. Plateo era stato incaricato in quel periodo di ordinare per la zona pedemontana, il nuovo catasto urbano e dei terreni, dopo la stesura quello napoleonico dei primi dell’ottocento e asburgico del tardo ottocento. Si tratta quindi di un professionista molto noto nella zona. Plateo si occuperà solo del progetto strutturale, mentre il progetto architettonico viene affidato dallo stesso a suo cognato, Mariano Pittana, fratello della moglie di Plateo e non ancora laureato in architettura, che lavora come tirocinante nel suo ufficio di Fanna, prima di laurearsi a Venezia nel 1933. Primo laureato friulano in architettura presso l’Istituto Universitario di Venezia. Il libro presenta questo percorso, che Vede Carnera, amico sia di Plateo che di Pittana, e contiene immagini inedite di Carnera con il futuro architetto Pittana a Venezia. Sono presenti bei disegni a mano libera di Pittana, anche su Carnera che boxa in allenamento. Verranno ricostruiti tutti i passaggi che portano un architetto non ancora laureato a progettare una villa di impianto classico, palladiano, mescolando soluzioni progettuali che ricordano il palazzo veneziano, con l’aggiunta di forti influenze anglosassoni, portate dalle esperienze di vita all’estero di Carnera. Come spiegare altrimenti la presenza delle due grandi porte scorrevoli al piano terra che fanno diventare un unico

ambiente, di circa 70 metri quadrati, l’ingresso con la sala da pranzo. Come spiegare ancora l’uso degli armadi a muro – neppure oggi compresi nel suo comodo utilizzo dai committenti attuali - con un automatismo che accende la luce all’apertura delle porte, e tutto questo nel 1932! Si tratta chiaramente di elementi tipici e caratteristici dell’architettura anglosassone che Primo vede negli alberghi e nelle case dove vive durante le trasferte e che trova comodi oltre che moderni. Il libro analizza sia i mobili della Villa che gli affreschi interni, presenti nel soggiorno, che descrivono oltre che i luoghi delle vittorie anche i simboli della grande carriera sportiva di Primo Carnera.