Autore dell'articolo:
redazione |
Data articolo:
06/08/2005
Il presidente Marzio Strassoldo - Relazione introduttiva alla II° Convention della friulanità nel mondo
La modifica istituzionale che ha istituito la Circoscrizione Estero rendendo così effettivo il diritto dei cittadini italiani residenti all'estero di partecipare alla vita politica del Paese, eleggendo anche i propri rappresentanti nel Parlamento della Repubblica, ha radicalmente modificato il rapporto di questi singoli e comunità con la società di origine, della quale continuano a sentirsi pare integrante, colmando una lacuna democratica che non faceva certamente onore alle nostre Istituzioni. Quando il Parlamento ha ceduto alla caparbia determinazione di Mirko Tremaglia, al quale va riconosciuto il merito di aver portato in porto al di là dello scetticismo dominante in tutte le forze politiche un'azione rivendicativa quasi disperata, è stato probabilmente sottovalutato l'impatto che tale svolta avrebbe avuto sia sulla qualità dei rapporti tra l'Italia e i suoi cittadini residenti all'estero che sullo scenario politico-partitico nazionale.Prendendo atto delle profonde trasformazioni che stanno caratterizzando gli attuali scenari politici locali, statali, transnazionali e internazionali, determinati dai processi della globalizzazione che accelerano ed ampliano i fenomeni della mobilità umana, sconvolgono le relazioni di cittadinanza, i migranti diventano essenziali soggetti attivi dell'allargamento degli spazi di democrazia. Legittime sono le aspirazioni di partecipazione politica degli immigrati di casa nostra, sacrosanti sono i diritti, costituzionalmente garantiti, dei nostri cittadini residenti all'estero: aver reso praticabile l'esercizio di quel diritto, anche se con colpevole ritardo, è una conquista le cui potenzialità democratiche vanno amplificate al massimo. La Convention della friulanità nel mondo nasce, nel 2004, da una felicissima intuizione del collega De Anna. La prima edizione, che si è svolta a Cividale del Friuli e ha avuto come tema l'international furlan business community ha portato come risultato la costituzione di una banca dati degli imprenditori friulani nel mondo che verrà presentata il prossimo mese di settembre e collocata successivamente on line per contribuire allo sviluppo dei rapporti tra la nostra imprenditoria locale ed il sistema Friuli nel Mondo.L'aver posto all'ordine del giorno della seconda Convention la questione della partecipazione dei friulani nel mondo alla vita politica della loro terra di origine è la puntuale risposta alle richieste che ci sono pervenute dai tanti cittadini organizzati nel Fogolars e non - alla vigilia dell'importante appuntamento politico del 2006.Evidentemente, l'Ente Friuli nel Mondo non intende entrare nel merito della contesa partitica, terreno che non le compete, ma, strada facendo, negli incontri che si sono susseguiti da un anno a questa parte in varie parti del mondo, con sempre maggiore forza ha preso consistenza la consapevolezza che, avviato il processo della partecipazione democratica, diventava difficile limitarne la prorompente dinamica.Se la partecipazione politica è stata resa possibile a livello statale, perché non fare un ulteriore passo avanti sulla via della democrazia e porre la questione a livello regionale? La Convenzione per la riscrittura dello Statuto di Autonomia della Regione Friuli-Venezia Giulia ci è sembrata la sede istituzionalmente più adeguata per avviare il dibattito. In quella occasione, è prevalsa la logica che privilegia l'unità tra le Associazioni, sacrificando la qualità della proposta da portare avanti sull'altare della apparente compattezza tra i soggetti rappresentanti delle comunità all'estero. Non poche sono state le critiche mosse dalla nostra base per aver aderito ad una proposta che riduceva l'importanza strategica della partecipazione politica dei corregionali all'estero al platonico riconoscimento di un Organismo consultivo senza reale valenza politica. L'evoluzione del dibattito in corso sull'argomento a livello statale, così come l'evolversi dell'approccio al tema maturato da alcune Regioni, ci porta a dover riconsiderare quella posizione e riprendere una riflessione, forse non sufficientemente approfondita al momento della elaborazione della posizione appena citata.Forte è la consapevolezza della complessità della questione. Chiara è la percezione degli interessi individuali e di parte, che vengono minacciati con l'entrata sullo scacchiere politico nazionale di circa quattro milioni di elettori. Logica è la preoccupazione che emerge, a livello regionale, sulla collocazione politica di questo nuovo elettorato (un quinto circa del totale). L'obbiettivo precipuo della Convention è quello di stimolare una ripresa del positivo e corretto confronto già avviato in sede di Convenzione per la riscrittura dello Statuto ma anche di verificare quali sono i problemi che si pongono alle nostre comunità nell'affrontare una nuova dimensione del loro essere cittadini di questo Paese. E' evidente che nessuno si illude di risolvere la questione con qualche battuta o con un convegno. E' dovere istituzionale dell'Ente Friuli nel Mondo sviluppare tutte quelle iniziative che possono contribuire al rafforzamento del collegamento tra la diaspora ed il Friuli. In questo caso si tratta di promuovere per esempio un concerto d'intenti per incentivare l'iscrizione all'AIRE ed alle anagrafi consolari, di aggiornamento di questi elenchi, di informazione e formazione civica specifica, nonché di ricerca di condivise formule innovative di espressione del voto senza obbligare al rientro in Patria.Il grande interesse che l'iniziativa presa dall'Ente Friuli nel Mondo sta suscitando, non solo tra gli addetti ai lavori ma anche nella più vasta opinione pubblica regionale, conferma la validità dell'intuizione e premia il coraggio dell'organizzazione. L'obiettivo è il rilancio del dibattito, il formarsi di un convincimento trasversale e maggioritario sulla positività della partecipazione dei corregionali all'estero alla elezione del Governatore, del Consiglio regionale e di loro diretti rappresentanti in seno al Consiglio steso, la individuazione di percorsi tecnici ed istituzionali condivisi per l'effettivo esercizio di quel diritto.Questa è, inoltre, una importante occasione per ridestare l'attenzione delle Istituzioni sulle potenzialità di un costruttivo rapporto con la diaspora, sia a livello culturale che sociale, economico e politico; per creare il necessario consenso sull'opportunità e la convenienza di allocare le risorse necessarie per il rafforzamento del collegamento tra la diaspora ed il Friuli; per porre, con forza, la necessità di una rapida e radicale modifica della L.R. n. 7 del 2002, nata concettualmente vecchia e dunque superata nell'impostazione, per recuperare il rapporto con i corregionali presenti in Italia troppo spesso colpevolmente trascurati.Si tratta di definire nuove regole per una maggiore partecipazione di un più gran numero di cittadini alla vita democratica della nostra Regione. La posta in palio va oltre qualche seggio in Consiglio. La ricerca delle soluzioni va collocata oltre le diatribe della quotidianità per trovare spazio in una dimensione di ampie convergenze.Con queste precisazioni questo auspicio auguro buon lavoro.
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