Intervista al Presidente del Ente Friuli nel Mondo, prof. Marzio Strassoldo
Domanda. Il presidente della Provincia di Udine, prof. Marzio Strassoldo è anche, e proprio in quanto tale, presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, l’associazione che organizza la presenza friulana al di fuori dei confini della “Patrie”. Come mai questa doppia veste?
Risposta.
Nel 2003, proprio per dare senso politico all’unità delle varie componenti territoriali e amministrative del Friuli i presidenti delle province friulane hanno concordato una modifica dello Statuto dell’Ente che fu di Tessitori, Valerio e Toros che coinvolgesse i vertici istituzionali delle tre province nella gestione, in prima persona, dell’organizzazione voluta dai friulani emigrati, immaginata in un congresso della Società Filologica Friulana e fondata, nel 1953, dalle Istituzioni più rappresentative del Friuli di allora. Così, in virtù del principio della rotazione dei presidenti delle province alla guida dell’Ente Friuli nel Mondo, oggi, ho l’onore e l’onere di presiedere quella gloriosa organizzazione alla quale aderiscono oltre duecento sodalizi - Fogolars - collocati nei cinque continenti.
Domanda. Dal 1953, tante cose sono cambiate. Si saranno trasformate anche le comunità friulane nel mondo. Che tipo di rapporto intrattenete, oggi, con questa specifica componente del popolo friulano.
Risposta.
Se l’Ente Friuli nel Mondo ha 52 anni, i Fogolars più anziani contano già 91 anni quello di Venezia, 77 quello di Buenos Aires, 75 quello di New York, 65 quello di Montevideo, 50 quello di Brisbane, ecc … In tutti questi decenni, i friulani sparsi nel mondo sono stati protagonisti dello sviluppo delle società di adozione, diventando in quei Paesi, parte integrante delle locali classi dirigenti. Anche il loro rapporto con la terra di origine si è trasformato: da nostalgico per la prima generazione, che sognava un ritorno nella terra dei Padri ad un collegamento molto più complesso che somma alla fedeltà alle radici culturali un senso di appartenenza più maturo e articolato e cerca nel Friuli odierno punti di riferimento identitari ma anche sociali, economici e politici. A questo proposito, significativo è il fatto che gli ultimi Fogolars che sono stati fondati, nascono in città quali Barcellona, Bucarest e Miami, mentre sono in fase di costituzione quelli di Mosca, Las Vegas e Shangai.
Domanda. Sabato e domenica a Monfalcone: la seconda Convention della friulanità nel mondo ed il tradizionale Incontro annuale.
Risposta.
Si, per tradizione l’Incontro annuale si svolge in una città di una delle Province friulane, sempre in base al principio di rotazione. Quest’anno, dopo Cividale e Cordenons, tocca alla provincia di Gorizia e quindi, grazie all’interessamento del locale Fogolar ed alla sensibilità del Sindaco Pizzolitto, i due eventi trovano posto in quella importante località. L’Incontro è momento di festa, di ritrovo tra persone che provengono dagli orizzonti più diversi e lontani e condivisione di alcuni momenti di allegria, nonostante il contesto globale. La Convention, invece, è occasione di riflessione sulla realtà e di progettazione delle strategie future. L’anno scorso a Cividale abbiamo approfondito le tematiche legate alla formazione di una international furlan business community; quest’anno invece, in considerazione della scadenza delle elezioni politiche del 2006 che vedrà, per la prima volta, i cittadini italiani residenti all’estero, eleggere 18 loro rappresentanti nel Parlamento della Repubblica, affronteremo la questione della partecipazione dei friulani lontani dalla “Patrie” alla vita politica regionale e ci confronteremo sulle necessarie modifiche allo Statuto di Autonomia del Friuli-Venezia Giulia per rendere, questa partecipazione, la più effettiva possibile.
Domanda. Secondo Lei, Signor Presidente, questa entrata sulla scena politica italiana di circa quattro milioni di nuovi elettori – circa duecentomila per il Friuli Venezia Giulia - cambierà il rapporto tra l’Italia - il Friul-Venezia Giulia - e le nostre comunità lontane.
Risposta.
Va subito chiarito che l’azione svolta dall’Ente Friuli nel Mondo in questo ultimo decennio va nella direzione di un sempre maggior coinvolgimento, della “risorsa” costituita dai friulani che vivono lontano, nei processi di sviluppo del territorio friulano. Purtroppo, non sempre siamo stati ascoltati quando affermavamo che il primo strumento per l’internazionalizzazione effettiva della Regione stava nella valorizzazione della presenza friulana nel mondo. Non tutti si sono ancora accorti che la nostra diaspora è uno straordinario agente di promozione internazionale della friulanità culturale e sociale ma anche scientifica, economica e politica nelle aree di maggior interesse strategico per il Friuli. Con il consolidamento della struttura dell’Ente, l’ulteriore coinvolgimento dei soci maggiori (Province, Fondazione CRUP e Camere di Commercio), l’allargamento della base associativa (stanno aderendo tantissimi comuni, anche quelli più piccoli), il patrimonio di relazioni internazionali accumulato, l’Ente è già, oggi, in grado di attuare una vera e propria politica internazionale per conto del sistema Friuli. Domani, con le loro rappresentanze politiche ed i loro collegamenti ai massimi livelli istituzionali internazionali, gli italiani - friulani - nel mondo avranno la possibilità di incidere direttamente sulle scelte politiche ad alto livello. Non rendersene conto e non sostenere le politiche per la diaspora significa condannarsi ad una nuova e molto più pericolosa marginalità. Se il Friuli non vuole correre questo rischio deve capire che gli interventi in questo settore sono investimenti sul futuro.