Il Fogón Friulano de Resistencia ha celebrato l’Anniversario della città

Il capoluogo della Provincia del Chaco nacque 135 anni
fa come colonia friulana

Resistencia è stata fondata nel 1878 al di sopra di
un’azienda forestale, dove i friulani eressero la prima colonia agricola del
Chaco che fu il punto di partenza della colonizzazione di tutto il territorio.
Furono tra i tre gruppi d’italiani arrivati nel 1879 per far diventare realtà
l’avventura di conquistare la “Selva chaqueña”.

La storia del viaggio dei primi coloni friulani, e di come
hanno lavorato questa nuova terra é stata raccolta da Seferino Geraldi nel libro
che
riscatta la testimonianza dei loro discendenti: “Lo
que me contaron mis abuelos o Páginas históricas del Chaco”.

Gli emigrati partirono con il treno il 26 novembre del
1877 verso Genova. All’arrivo, ai loro occhi si aprì l’ultimo varco senza
ritorno, il mare Tirreno: una vasta estensione d’acqua che non avevano mai
visto, ciò che senza dubbio allargò la loro paura all’ignoto. Ma con lo sguardo
fermo nella speranza e nella promessa di lavorare la propria terra, com’era
scritto nella “ley de Inmigración N° 817” conosciuta come “Ley
Avellaneda: …para todos los hombres del mundo que quieran habitar en el suelo
argentino; invocando la protección de Dios, fuente de toda razón y justicia…” –
“ …a tutti gli uomini del mondo che vogliano abitare il suolo argentino;
invocando la protezione del Signore, fonte di tutta ragione e giustizia…”.

Sul vaporetto “Sud-America” partirono il 1°
Dicembre alle otto di sera per cominciare la più grande avventura della loro
vita. Tempeste, gente impaurita, il movimento senza fine dell’acqua e un
viaggio con soste alI’isola di San Vicente nell’ovest africano, a Montevideo e
finalmente a Buenos Aires, dove sono arrivarono il 26 dicembre. Appena arrivati
videro un grande corteo funebre. Il giorno precedente era morto il Dott. Adolfo
Alsina, Ministro della Guerra. Il giornale “La Prensa” del 27 Dicembre, nel
numero 2273 annunciava in un piccolo racconto il loro arrivo fra le sue pagine.

Furono pochi i giorni a Buenos Aires. Il governo aveva
deciso d’inviarli, tramite la “Oficina de Trabajo y de Inmigración” a Entre
Rios e a Santa Fe, come coloni affittuari. Essendo la promessa originaria
quella di concessione di terra gratuita, gli emigrati rifiutarono questa prima
proposta. Alla fine pensarono al Chaco come luogo di destinazione. Trentanove
famiglie friulane il 17 gennaio del 1878 furono condotte sul vaporetto
“Rio Paraná” a popolare Resistencia. Il 21 Gennaio di 1878 sono
giunsero nella città di Corrientes alle rive del fiume Paraná, opposte alla
futura colonia.

In una concisa ricerca fatta dal “Fogón Friulano de
Resistencia” all’“Archivo General de la Provincia de Corrientes”, nel “Registro
oficial de la Provincia de Corrientes” non ci sono informazioni, in quel lontano
1878, del passaggio dei friulani in quella città. Erano giorni sconvolgenti per
la Provincia di Corrientes nella quale il 20 gennaio del 1878 interveniva il
Presidente Nicolás Avellaneda. Gli incidenti sembravano aver lasciato senza
nota l’arrivo di quelle famiglie e probabilmente scomparvero anche i registri,
sebbene non c’è certezza se furono compilati. Ringraziamo il Sr. Jorge Enrique
Deniri dell’“Archivo General de la Provincia de Corrientes” della sua
disponibilità e dei dati apportati.

Le notizie che giungevano dal Chaco non erano buone. I
primi racconti erano scoraggianti, viste le condizioni geografiche rischiose e
gli scontri con i nativi. Una commissione formata dal “Comisario de
Administración”, da un rappresentante dell’Immigrazione e da sei friulani venne
inviata per la prima volta a quella che sarebbe in seguito divenuta  “Colonia Resistencia” e tornò con notizie
stimolanti: c’erano molti alberi da frutta e bellissimi fiori dappertutto.

Ma “Resistencia” in spagnolo vuol dire anche tempra,
fibra, sopportazione: è come rappresentato dal caldo assai forte dell’estate (a
gennaio è estate in questo emisfero), dall’umidità, dagli insetti, dagli animali
e dai nativi. Così, il 26 gennaio nel pomeriggio partirono in due barche
trainate da un piccolo vaporetto. Ma la vegetazione nel fiume non permise di
traghettarli e dovettero dormire a bordo. Al mattino, con la prima luce,
ripresero il viaggio arrivando finalmente a destino.
Qui trovarono un posto inospitale, dove c’era tutto da fare. Lottando per i bisogni
primari e vincendo la mancanza di mezzi e le difficoltà pressanti poterono realizzare
il sogno della propria terra, tale e quale l’avevano pensato. E col legno che
avanzò dall’attività forestale si costruirono le case con le ferramenti che
avevano portato con sé.

Nel ricordo dell’odissea che rievoca il grande viaggio
delle loro vite, Seferino racconta come questi pionieri friulani si sono
avventurati in un destino che non avevano mai immaginato, con mezzi mai
pensati, ma nel momento storico giusto per riuscire a farlo.

Per noi friulani di Resistencia il ricordare ogni anno
la loro vicenda significa conservare vivo lo spirito friulano che ha segnato il
destino trionfale e glorioso dei nostri antenati.

Dante Santi

Presidente del Fogón
Friulano de Resistencia – Chaco
 

 

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