La tragedia di Izourt: il ricordo 75 anni dopo

Il
24 marzo del 1939 a Izourt, nella vallata dei Pirenei francesi (Comune di
Auzat, confinante con Vicdessos e non lontano da Tolosa), accadeva una
catastrofe che causò la morte di trentun lavoratori. Fu una fatale disgrazia
che diventò dramma per le tante famiglie coinvolte: due francesi e ventinove
italiane. I lavoratori stavano prestando la loro opera nella costruzione di una
diga che raccoglieva le acque dalle montagne circostanti per alimentare una
centrale idroelettrica. Il bacino si trova ad una altezza di ca. 1650 m. slm
dove la bellezza della natura si amalgama con il silenzio delle cime. In quel
periodo si erano abbattute forti nevicate che avevano reso difficile il lavoro
e il freddo aveva condizionato la possibilità di operare. Lo spessore della
neve ammassata sopra le baracche, con il peso, fece sprofondare il tetto di
alcune di queste lasciando senza scampo molte persone. Fu un dramma: l’aiuto
prestato dai compagni di lavoro e dai soccorritori, giunti in breve tempo,
riuscì a salvare alcune vite e a recuperare poi i corpi delle persone decedute
che furono sepolte, quasi anonimamente, nel cimitero di Vicdessos. La sciagura
cadde nell’oblio sia durante la seconda guerra mondiale che nei decenni successivi.
Solo nel 2002, su intuizione di Jean-Pierre Ruffé, venne costituita
l’associazione Ricordate che progetta
il ponte di solidarietà e conoscenza tra i parenti e i relativi luoghi di
provenienza dei deceduti e le comunità di Auzat e Vicdessos. A questa iniziativa
si associano Enti ed Associazioni italiane tra cui l’Alliance Franco-Italienne de Midi-Pyrenèe e dei Veneziani nel Mondo.

Quest’anno
ricorre quindi il 75° Anniversario della catastrofe e, per commemorare le
vittime e esprimere una grande solidarietà umana ai parenti, è stato
predisposto un semplice ma toccante programma che si è svolto nelle giornate di
sabato 21 e domenica 22 giugno. La pianificazione del programma è stata
concordata dalle Associazioni Ricordate
e da Veneziani nel Mondo. Quest’ultima
ha raccolto l’adesione di un centinaio di persone che, con l’ausilio di due
pullman, hanno raggiunto la località del disastro. Sabato i convenuti sono saliti
sull’Izourt dove è stato posto un bassorilievo, opera dello scultore portogruarese
Giulio Bornacin e benedetto da Mons. Sergio Moretto. Le autorità locali e
italiane sono intervenute con brevi e sentiti indirizzi di saluto. Nella chiesa
di Vicdessos nel pomeriggio si è tenuto un concerto con la partecipazione
dell’organista Christiane Van Gorp, il coro di Tarascon (Francia) e il coro
“Coro Monti del Sole” di Sedico (Belluno). Il giorno successivo c’è stata la
commemorazione ufficiale nel cimitero dove tutti i defunti della tragedia sono
stati ricordati. E’ seguita la santa Messa in una chiesa gremita dove, sovente,
emozione e silenzio hanno prevalso.

L’ospitalità
francese si è dimostrata superiore a qualsiasi aspettativa e ha lascito un
ricordo profondo nei molti partecipanti. Erano presenti numerosi rappresentanti
di associazioni quali “Veneziani – Padovani – Bellunesi – Trevigiani –
Veronesi” nel Mondo, di molti Comuni Veneti, della Provincia di Venezia e il
gonfalone della Regione Veneto.

La
buona riuscita di tutta la manifestazione e la perfetta coordinazione è da
attribuire principalmente al cav. Bruno Moretto, presidente dei Veneziani nel Mondo. A queste cerimonie
hanno presenziato, in forma privata, quattro friulani recatisi a Izourt con
l’organizzazione.

Desideriamo
ricordare le vittime e i loro paesi di provenienza inserendoli in ordine alfabetico
(i friulani sono evidenziati in grossetto):

BARBON
Ernesto – San Biagio di Callalta (Treviso), BOUCHE Camille – Perpignan
(Francia),

BRAIDA Umberto – Travesio (Pordenone), BULGHERONI Lorenzo – Olgiate Comasco (Como),

BUSATO
Giovanni – Arsiero (Vicenza), CANALE Federico – Tonezza del Cimone (Vicenza),

CAROTTA
Luigi – Pedemonte (Vicenza), CHIAFFREDO Luciano – Monterosso Grana (Cuneo),

DEL FABBRO Aurelio – Pagnacco (Udine), FAVRO Cesare – Meana di Susa (Torino),

FERIGO
Remigio – Sedico (Belluno), GIAMPAOLI
Giuseppe – Pagnacco (Udine),

GREGORUTTI Ercole – Cassacco (Udine), LANCINI Emilio – Adro (Brescia),

LONGHI
Ezio Pio – Pedemonte (Vicenza), LONGHI Guido – Pedemonte (Vicenza),

LORANDI
Samuele – Sovere (Bergamo), MAGNO Luciano – Monterosso Grana (Cuneo),

MARTINI
Giuseppe Carlo – Vigo di Cadore (Belluno), MENARDO Giuseppe – Monterosso Grana
(Cuneo), MONDIN Primo – Quero (Belluno), PANIZ Lucindo – Santa Cristina
(Belluno), PASQUET Alexis – Trouy (Francia), PEZZETTA Vincenzo – Buia (Udine),

SARTORI
Francesco – Pedemonte (Vicenza), SARTORI Pietro – San Pietro Valdastico
(Vicenza),

SARTORI
Umberto – San Pietro Valdastico (Vicenza), SERBOSINI
Settimo – Tricesimo (Udine), TASSAN CASER Vincenzo – Aviano (Pordenone),
TEVERE
Giacomo – Pellaro (Reggio Calabria)
e ZAT Carlo – Zurigo (Svizzera) da
genitori di Caneva (Pordenone).

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