La V convention dei Friulani nel mondo

Un nuovo ruolo per Ente Friuli nel Mondo per trasformarlo in uno
strumento a disposizione delle aziende e delle istituzioni dei friulani
che intraprendono attività economiche, di ricerca, culturali e di
sviluppo in tutti i paesi del mondo. Con un passaggio fondamentale: non
si parla più di emigrazione, ma di network planetario; non più di
nostalgia ma di rete di relazioni. Questi i contenuti innovativi che
arrivano dalla 5° Convention annuale organizzata oggi da Friuli nel
Mondo a Meduno e intitolata “Identità, partecipazione e nuove
relazioni: valori e risorsa dei Fogolârs”. Un incontro partecipato,
vivace, nel quale si è dimostrata ancora una volta la grande vitalità
dei sodalizi di Ente Friuli nel Mondo che, da quasi ogni nazione del
pianeta, esigono un nuovo ruolo, ribaltando l’autoreferenzialità della
Patrie.
Presenti all’incontro, accanto al presidente Giorgio
Santuz e al suo vice PierAntonio Varutti, c’erano il sindaco di Meduno
Lino Canderan, Silvano Antonini Canterin presidente della Fondazione
Crup, l’assessore Elio De Anna in rappresentanza della Regione Fvg, il
sindaco di Udine Furio Honsell, Maria Amalia Da Ronco prorettore
dell’Università di Udine e Lorenzo Pelizzo presidente della Società
Filologica e oltre una quarantina di rappresentanti di Fogolârs di
tutto il mondo. Ospiti d’onore Antonio Zanardi Landi, ambasciatore
d’Italia presso la Santa Sede e il cardiochirurgo Attilio Maseri.
Nella
lunga lista di interventi da ricordare quello di Silvano Antonini
Canterin per il quale «La globalizzazione ci spinge a concentrarci
sull’identità che diventa elemento di forza per i friulani nel mondo».
Le riflessioni sull’identità sono continuate con l’intervento di Ivano
Cargnelli, presidente della Federazione dei Fogolârs Canadesi: «I
cambiamenti dell’attualità ci spingono ad evolvere, altrimenti faremo
la fine dell’uccello Dodo, scomparso perhcò non ha voluto cambiare».
Dopo l’appello alla salvaguardia dell’Università del Friuli rivolto
alla folta platea dalla prorettrice Maria Amalia Da Ronco si ricorda
l’intervento di Carla Rossi presidente del Fogolâr Furlan di Esquel:
«Il ruolo di Friuli nel Mondo deve trasformarsi: occorre abbandonare la
formula assistenziale per diventare un soggetto capace di sostenere e
rispondere alle richieste che arrivano da aziende, imprenditori e
università friulane e del mondo». Dopo il saluto in friulano del
sindaco Honsell che ha dichiarato la sua determinazione a sostenere il
patrimonio di relazioni dei friulani nel mondo, Marco Casula,
vicepresidente del fogolâr della Cina ha posto una domanda
fondamentale: «Cosa significa oggi emigrante? Chi sono gli emigranti
oggi? Siamo giovani professionisti che portano nel mondo un messaggio
di professionalità, tecnologia e competenza. Sostenuto dalla nostra
indimenticabile identità friulana».
A esemplificare questo
atteggiamento è intervenuto il collegamento in videoconferenza da
Bejing-Pechino. A portare il loro saluto dalla Cina l’ambasciatore
d’Italia Riccardo Sessa, Davide Cucino presidente della CCIAA italiana
in Cina, Clemente Contestabile capo cancelleria dell’ambasciata
italiana a Pechino, Cristiana Lambiase, Stefano e Chiara Cantarutti del
fogolâr della Cina. Il cambiamento di prospettiva rende protagonisti i
friulani nel mondo, corregionali all’estero ha sottolineato l’assessore
De Anna, non emigrati. «Ricordiamoci che oggi la missione dei friulani
nel mondo è di carattere economica, e questo perché i nostri
imprenditori sono inquieti, sempre alla ricerca di nuovi mercati».
L’assessore De Anna ha sottolineato l’importanza del ruolo della donna
nel presente della società e della globalizzazione concludendo: «I
friulani in patria e nel mondo rappresentano una grande nazione per la
quale è possibile pensare ad un grande progetto globale».

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