Presentazione del libro “Friûl: i paîs da la memorie” di Otto D’Angelo

“Friûl: i paîs da la memorie” di OttoD’Angelo

Le emozioni del Friuli nei disegni

Fontanini: “Dai suoi quadri emergono itratti distintivi del nostro popolo”

Lacultura friulana descritta e rievocata attraverso disegni che sanno riassumerei tratti distintivi del nostro popolo, disegni che emozionano e riportano neicontesti di Friuli dalle radici secolari: è un concentrato di friulanità quellosprigionato nel libro Friûl: i paîs da lamemorie, progetto editoriale supportato dalla Provincia di Udine dov’èstata presentata l’opera che raccoglieoltre duecento disegni dell’artista di Silvella. “Il pittore Otto D’Angeloattraverso quest’opera – ha esordito il presidente dell’Ente Pietro Fontanini -ci regala una preziosa testimonianza sulla gente e sul Friuli di un tempo. Unacarrellata di immagini che riproducono situazioni, vicende, eventi del nostropassato che Otto D’Angelo ha riprodotto con l’abilità e la bravura del maestro;sono episodi significativi e ricorrenti della vita rurale friulana, scenariocaratterizzante la maggior parte della produzione dell’artista che nutre unfortissimo legame con la sua terra come tutti i friulani emigrati all’estero epoi rientrati a casa”. Nei dipinti di Otto in scena il Friuli che non c’è piùma i cui valori fondanti restano integri (la famiglia, il lavoro, lalaboriosità).

Come sottolineava Carlo Sgorlon “il contadinofriulano è legato alla sacralità della terra e delle proprie tradizioni” e Ottoha interpretato sapientemente questi sentimenti raffigurando le tradizionisecolari, gli usi contadini, i sentimenti religiosi, la sacralità di ogni uomo,il folclore, ovvero tutti quegli elementi connaturati alla cultura friulana.Trarre degli insegnamenti dalle immagini? Si può eccome, parola dell’artista:”Spero che queste immagini e le testimonianze dai paesi che documentano lanostra piccola storia locale di una grande Patria friulana possano spingere inostri giovani a salvare la cultura della nostra gente”. Quei giovani chesfogliano il libro – prosegue l’artista – “avranno la possibilità di scoprire gliambienti del Friuli di ieri e imparare le tradizioni di un’epoca finita”. Levicende di un Friuli lontano dall’attuale quotidianità, dunque, ma costituenti.un passato la cui memoria, secondo Fontanini, “va coltivata perché è in quelcontesto che la nostra gente si è forgiata; in questo senso il volume puòassurgere ad importante strumento di memoria collettiva”.

Scorrendo l’elenco alfabetico dei paesi earrivano alla pagina dedicata a Udine, troviamo la raffigurazione di PortaAquileia, una delle torri ancora rimaste delle quinta cerchia delle mura dellacittà: l’immagine di Otto ci riporta indietro nel tempo, quando arrivavano incittà le donne dalla campagna a vendere i loro prodotti agricoli e bottai eranointenti a caricare le botti sul loro carro. Scorrendo il libro, ecco Sequals,il paese della pedemontana pordenonese, famoso per aver dato i natali a PrimoCarnera, il pugile che arrivò alla conquista del titolo mondiale dei pesimassimi nel 1933. Ora la usa casa natale è un museo. Sullo sfondo del dipinto, vediamo la chiesetta di S. Nicolò alcui interno si vedono pitture con quadri di vita contadina (buoi all’abbeveratae donne con gerle). In primo piano campeggiano i preparativi per la partenza diemigranti: tantissimi furono quelli costretti a lasciare queste terre pertrovare occupazione all’estero come terrazzieri o lapicidi. Anche Primo Carneradovette, ancora ragazzo, emigrare in Francia da parenti per guadagnarsi davivere, prima di intraprendere la strada del pugilato.

A presentare il volume, assieme all’artista,sono intervenuti anche il direttore della Biblioteca Guarneriana di San Danieleprof. Angelo Floramo, il curatore del volume prof. Gottardo Mitri e l’editoreDesigngraf. Nel testo gli interventi di esperti e studiosi di storia e tradizionilocali: Adriana Miceu, Gottardo Mitri, Guido Sut e Celestino Vezzi.
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