VI Convention e Incontro dei Friulani nel Mondo nella città multiculturale di Gradisca d’Isonzo

Ancora una volta al centro del mondo

Per vivere insieme la VI Convention e l’Incontro annuale dei friulani nel mondo, organizzati da Ente Friuli nel Mondo, i rappresentanti degli oltre 200 Fogolârs sparsi nel mondo si sono dati appuntamento, sabato 1 e domenica 2 agosto, a Gradisca d’Isonzo.
I lavori della VI Convention sono stati aperti dal saluto dell’on. Giorgio Santuz, presidente di Friuli nel Mondo, dal sindaco Franco Tommasini, dal rettore dell’Università di Udine Cristiana Compagno, del presidente della Provincia Enrico Gherghetta, dell’assessore regionale alla Cultura Roberto Molinaro e dal consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti Silvano Bertossi. Per Molinaro: «I friulani nel mondo sono oltre due milioni, il doppio di quanti risiedono in regione – ha affermato l’assessore – ma proprio questo nostro essere trasversali è un’opportunità straordinaria da valorizzare». Per il presidente Santuz: «Accanto all’inevitabile sentimento di nostalgia e amore per la Piccola patria, questo raduno costituisce l’occasione per trovare strategie culturali, sociali ed economiche in grado di dimostrare che oggi come allora la gente friulana sappia ritagliarsi ruoli di primo piano nella società civile e spesso precorrere i tempi nel trovare soluzioni nuove».
Orgoglioso il sindaco Tommasini, che ha ricordato il sempre più consolidato ruolo di accoglienza della città e il suo essere in prima linea nel nei confronti del fenomeno migratorio. «Il modello friulano si è rivelato vincente, Gradisca è onorata di ospitarvi. Bentornati a casa» ha dichiarato il sindaco.
A confrontarsi sul tema del ruolo dei media nella conservazione ma soprattutto nella promozione del "network Friuli" sono stati Paolo Canciani di Toronto, giornalista radio-televisivo, Antonio Volpe Pasini vice direttore di America Oggi di New York, Nicolae Luca docente universitario di Bucarest, l’argentino Victor Juan Braidot storico. Fra loro, ospite d’onore il giornalista sportivo Bruno Pizzul, indimenticata voce di tante vittorie calcistiche della nazionale italiana. Era presente anche il presidente della Federazione della stampa italiana all’estero Domenico De Sossi. In serata il pubblico di Gradisca e i loro ospiti friulani hanno assistito al riuscitissimo concerto del cantautore carnico Gigi Maieron.
Domenica 2 agosto, il tradizionale Incontro dei friulani nel mondo, ha visto la partecipazione di oltre 1200 persone, in rappresentanza di ben 72 Fogolârs, dei quali 47 quelli provenienti dall’estero: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina (uno dei più recenti), Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Olanda, Perù, Romania, Sudafrica, Spagna, Usa, Svizzera, Venezuela e Ungheria. A questo vanno aggiunti le migliaia di telespettatori collegati via web tv o canali satellitari.
La giornata è iniziata con la deposizione di una corona al monumento dei Caduti ed è proseguita, nella chiesa dell’Addolorata, con la Santa Messa in lingua friulana – accompagnata dalla Cappella vocale maschile di Farra che ha eseguito la Messa Solenne di Cecilia Seghizzi – concelebrata dai parroci di Gradisca don Maurizio Qualizza, di Lucinico don Valter Milocco e dall’assistente spiriturale del Fogolâr di Verona.
«Non c’è focolare senza un profondo senso della famiglia, e voi questi valori li rappresentante al meglio – ha dichiarato don Qualizza – . E non è un caso che il vostro raduno sia celebrato in una cittadina costretta a subire la presenza di una struttura (il Cpt – Centro di Permanenza Temporanea che accoglie extracomunitari non regolari, ndr) che cancella la persona ferendola non solo con la lontananza dalle proprie radici ma con il non essere considerata. E allora chissà che i Fogolârs non possano dare un segno importante e contraccambiare con solidarietà sia per quello che hanno avuto che per ciò che non hanno avuto».
Lungo la centralissima via Ciotti parata a festa, i Danzerini di Lucinico hanno animato la mattinata. «Gradisca ieri ha visto emigrare tanti suoi figli, mentre oggi è in prima linea nell’accoglienza di tanti immigrati», ha ricordato il sindaco Tommasini aprendo gli interventi delle autorità dal palco allestito in piazza Unità d’Italia. Sul palco anche il presidente del Consiglio regionale, Eduard Ballaman che ha dichiarato: «Guai a confondere la clandestinità con la vostra esperienza di emigranti rispettosi delle regole». Accanto a lui i presidenti delle Province di Gorizia e Udine, Enrico Gherghetta e Pietro Fontanini, il vicepresidente di Pordenone, Eligio Grizzo. Atteso l’intervento del presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo: «La vostra esperienza di migranti andrebbe presa a modello e portata ad esempio. Nessuno può scordare quanto importanti siano stati i contributi di ogni tipo che i friulani nel mondo hanno dato alla ricostruzione del Friuli. Sono i valori che ci hanno legato, la solidarietà e il senso di comunità. Quella dei nostri corregionali è stata un’emigrazione che ha rispettato le leggi dei paesi ospitanti. A chi viene da noi, chiediamo solo questo, il buon senso che hanno dimostrato in tutti questi anni i friulani all’estero».
Dopo i discorsi delle autorità c’è stato il pranzo conviviale nella tensostruttura allestita al centro della piazza. Menù tipicamente friulano: prosciutto di manzo, rucola e grana, risotto «cun la luiànie» e ravioli con crema di Montasio, stinco di vitello con patate arrosto e lardo di muso di maiale con fagiolini, il tutto ovviamente innaffiato dai migliori vini friulani.

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