35º Anniversario Fogolâr Furlan Cape Town

“Mandi” ha detto il console Alfonso Tagliaferri rivolgendosi domenica ai friulani e amici radunatisi nell’azienda vinicola Da Capo della famiglia Bottega (originaria della Provincia di Pordenone) per festeggiare il trentacinquesimo anniversario della nascita del Fogolâr Furlan di Città del Capo. Poi ha estratto dalla tasca il suo cellulare e ha fatto ascoltare la musica di “Mandi Friul” in versione jazz, registrata d’impulso qualche sera prima al concerto del complesso Dark Dry Tears di Danilo Gallo a Città del Capo. Due momenti ulteriori di friulanità che hanno sigillato una giornata nella quale è stato facile sentirsi tutti friulani e partecipare, come ha detto il console, alla festa di un popolo e di una lingua che arricchiscono l’inestricabile mosaico che compone e rende tanto difficile da capire ma anche tanto facile da amare la nostra meravigliosa nazione italiana”.
“Friuli dappertutto: nel panorama fatto di colline verdeggianti e di vigneti sparsi negli spazi lasciati liberi dalla vegetazione indigena, nei vini degli assaggi che hanno aperto in vero stile friulano la festa; nei ricordi di Michela Sfiligoi che ha fatto dell’assaggio dei vini un verso corso di cultura enologica, affiancata e sostenuta da Giorgio Dalla Cia, Roberto Bottega e Pedro Estrada Belli dell’azienda Vinotria che importa i vini del Collio, dei Colli Orientali e delle Grave del Friuli; nel menù che offriva anche salsicce, brovada e frico e si chiudeva con un tiramisù che ha visto recentemente riconosciuta la sua origine friulana; nel risuonare di tante conversazioni in marilenghe nel salone del ristorante; nel messaggio del presidente dell’Ente Friuli nel Mondo Adriano Luci; nel grande striscione che proclamava orgogliosamente il raggiungimento del trentacinquesimo compleanno; nel mosaico dell’artista Tafara Karidza che riproduce il simbolo del Fogolâr; nella chiacchierata in friulano della vice presidente Marina Martin; nei formaggi tipici friulani importati da Cheese Affair di Andrea Vola; nella grande torta al cioccolato con le sue 35 candeline; nei ricordi legati al quarantesimo anniversario del terremoto, risvegliati dalla proiezione del documentario “Quando la terra chiama”, prodotto da Friuli nel Mondo nel 40° anniversario del sisma del ‘76, proiettato a fine giornata per la prima volta lontanodall’Italia.
Come sempre, nello stile del Fogolâr, brevi i momenti sottratti al convivio dai discorsi e dalle inevitabili e necessarie pause dedicate ai ringraziamenti, due dei quali diretti alla presidentessa Giuliana Loi Cockcroft, la più giovane nella storia dell’associazione, che ha dato al Fogolâr nuova vitalità e ha portato alle sue manifestazioni una crescente partecipazione di giovani. Un ringraziamento anche a Roberto Bottega e alla sua famiglia per l’ospitalità e la perfetta organizzazione dell’evento, e uno agli chefs emersi dalla cucina per il caloroso applauso meritato grazie alla bontà di un menù per loro quasi completamente sconosciuto eppure realizzato con bravura tale da fare arrossire qualsiasi ristorante friulano.
E non possiamo dimenticare il dono meraviglioso fatto dal maestro Angelo Gobbato, il quale, rispondendo alle sollecitazioni del capo famiglia Alberto Bottega, ha offerto un’interpretazione di “Mamma” ricca di sentimento e di amore, interpretando i sentimenti di tutti i presenti. Molto gradita anche l’insolita esibizione dei coniugi Dalla Cia in veste di interpreti di canzoni popolari italiane.
Una doverosa deviazione dalla friulanità la presenza dei bucatini all’amatriciana, graditi da tutti non soltanto perché molto buoni ma soprattutto perché nessuno come i friulani (e naturalmente gli aquilani) è in grado di comprendere la tragedia che ha colpito il paese di Amatrice e le zone circostanti a causa del recente terremoto. I friulani hanno così partecipato alla gara di solidarietà che coinvolge i ristoranti italiani nel mondo, impegnati a versare al fondo pro terremotati una porzione dei proventi procurati da ogni piatto di pasta all’amatriciana. In più hanno dato un ulteriore contributo attraverso l’acquisto dei biglietti di una lotteria che offriva in premio un pranzo per due al ristorante dell’azienda vinicola Idiom, orgoglio dei Bottega.
Il giorno della friulanità adesso è storia, ma la friulanità è una ricchezza destinata a durare per sempre.
La cronaca della giornata si completa con un accenno alla presenza fra gli ospiti del primo segretario dell’Ambasciata d’Italia in Addis Abeba, Giuliano Fragnito, al Capo per una breve vacanza, con il discorso della presidentessa Giuliana Loi Cockcroft e con il messaggio di Adriano Luci.

CIRO MIGLIORE
direttore de La Gazzetta del Sud Africa

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