Basilea e Lione: entusiasmo ed emozione tra l’emigrazione di ieri e le opportunità di domani

Escursione
annuale del Fogolâr di Basilee nella città francese

I
nostri Fogolârs in prima linea nel traghettare la cultura friulana nel terzo
millennio 

L’
escursione del Fogolâr  Furlan di Basilee
a Lione  ha  rafforzato l’amicizia tra queste due comunità
friulane tra le più antiche e vitali d’Europa. Il gruppo ha goduto  di una guida turistica d’eccezione come
Danilo Vezzio, legato da lunga amicizia con Argo Lucco e instancabile
presidente del Fogolâr furlan di Lione 
che ha mostrato ai visitatori svizzeri non solo le bellezze artistiche,
ma anche il grande contributo dei nostri corregionali  allo sviluppo della città. I mosaici della
Cattedrale realizzati dalle “maestranze del Maestro Facchina” di Sequals  ne sono  
un ottimo esempio. Giandomenico Facchina, friulano di Sequals, inventò
la  tecnica del mosaico a rovescio (che
consente  un forte risparmio di tempo e
di costi). Decorò il foyer dell’Opera Garnier, 
la Basilica del Sacro Cuore,  il
Louvre, il Petit Palais sui Champs Elysées e ancora i negozi “Au Printemps” e
“Au Bon Marché” a Parigi.   Nel 1886 fu
insignito della  Legione d’Onore, massima
onorificenza francese. Tuttavia non dimenticò mai Sequals dove  realizzò la pavimentazione e la gradinata di
accesso della chiesa parrocchiale di Sant’Andrea. 


I membri dei due
Fogolârs durante l’entusiastica serata 
presso Casa degli Italiani a Lione       

 

Racconti  di emigrazione, di  speranza, di impegno hanno animato l’incontro
con gli amici di Lione, arricchito  d
a
villotte e  tanti altri  canti. Particolarmente commovente è stato
ascoltare il signor Giuseppe – Bepi – 
Flora (oggi 95enne) che con alcuni compaesani di San Daniele passò a
piedi il valico del piccolo San Bernando per emigrare clandestinamente  in Francia nel 1948. “….Bepi  non era preparato a ore di marcia in
montagna, di notte, con scarpe ordinarie e una pesante valigia, non ce la
faceva più, il passatore voleva rimandarlo a fondo valle, ma gli amici friulani
si opposero, aveva pagato il passaggio, quindi doveva venire, allora il passatore
gli ordino’ di gettare la valigia nel burrone con tutto il suo contenuto (….)
 la valigià spari’ con la sua preziosa
collezione di francobolli (….) arrivo’ à Val d’Isére, poi Bourg St. Maurice
dove la gendarmeria li prese e li spedi’ al Centre Lumière, avenue Lassagne in
Lione, dove concentravano i clandestini come bestiame, affinché i datori di
lavori venissero scegliere la loro ‘’bestia’’ a cui ‘’palpavano’’ i muscoli
come si guarda in bocca ai cavalli sul mercato.(….)”[tratto da “Friulani a
Lione. Blocchi di pietra e Gusci di mandorle, Blocs di piere e scus di mandulis
– Furlans a Lion” – curato da Danilo Vezzio – e disponibile in lettura   presso il Fogolâr furlan di Basilee].  “I bravi sarti in quegli anni erano ricercati
e Bepi guadagno’ qualche soldo, sposò la fidanzata che aveva lasciato a San
Daniele e iniziò una nuova vita in Francia”.

A
chiusura della serata, un brindisi al futuro e al comune impegno di trasmettere
alle nuove generazioni, perfettamente inserite in Europa,  il meglio della cultura friulana di genitori
e nonni.

Francesca Incocciati, Segretaria del Fogolâr  Furlan di Basilee

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