Dal Fogolâr di Shanghai

Se appena pochi anni fa avessero detto al Signor Ermes Di Lenardo che avrebbe fatto un viaggio in Cina e laggiu’ avrebbe incontrato anche degli amici friulani, avrebbe probabilmente detto, davanti ad un tajut di quello buono:mole il bevi!
Si certo, era stato di qua’ e di la’, ma…in Cina? Setu scjiopaat? In realta’ il Signor Di Lenardo non e’ una persona qualsiasi. Il nome, forse ai piu’, non dice niente, ma il suo nome d’arte e’ tutt’altra cosa, almeno in Friuli.
E’ infatti conosciuto come Sdridule, il comico nostrano che ha fatto ridere diverse generazioni di friulani. E cosi’ il simpaticissimo e nostranissimo siovman ha caricato con se’ i suoi amici Uccio e Furio de Trieste, Friz e Striz di Campororosso e l’immancabile Maresciallo della Benemerita, siculo naturalizzato in Valcanale e se li e’ portati qui, nel Regno di Mezzo.
La grande avventura inizia ad Hong Kong, prosegue a Pechino, passa per Xian e si conclude qui a Shanghai. Ma gia’ ad Hong Kong ed a Pechino l’allegra combriccola si era gia’ imbattuta in due dei neo-costituiti Fogolars. Una sorpresa, incredibile, ma ce’ faseis qui , ed un milione di altre domande. Siamo tutti, in fondo, dei bambini curiosi, ed anche Sdrindule ed i suoi amici non potevano essere divesi.

Sdrindule a Shangai con l'Ente Friuli nel Mondo

Cosi’ a fine maggio, mentre sono a Shanghai, oramai diventata la mia seconda casa, ricevo una telefonata da Sdrindule che mi annuncia la sua venuta dal 6 giugno.
Con spietata efficenza, dati i tempi stretti, organizziamo subito una serata per il 10. Faccio appena in tempo a compiere gli anni ed Eccolo tra noi. Quando lo saluto, in pochi secondi, almeno io, ritorno bambino, quando mia nonna mi portava da Palmanova alla sagra di Santa Maria la Longa con la littorina, ad assistere alle esibizioni del giovane Sdrindule.
Sono passati molti anni da allora, ma per ossequio non voglio dirglielo. E faccio bene, perche’ pochi minuti piu’ tardi capisco subito che il tempo avra’ anche marcato il suo aspetto, ma non il suo cuore e la sua anima.
Penso ancora al fatto di tornare bambini, o almeno avere il tempo di pensarlo: da queste parti e’ un lusso. Qui si impara a correre e piu’ di ogni altra cosa vale il detto "chi si ferma e’ perduto"
Sono le otto di sera, inizio con un breve discorso di presentazione e lascio la parola a Sdrindule. Abbiamo concordato con il ristorante (italiano per l’occasione) un paio d’ore per l’evento.
Lui inizia quasi in sordina, ringraziandoci per l’accoglienza. Si prosegue poi con qualche battuta su Trieste, i ciarniei e avanti cosi’. Il bello e’ che sono presenti dei triestini sia tra i soci che tra i simpatizzanti che abbiamo invitato. E sono quelli che ridono di piu’.
La serata diventa un crescendo di allegria e buonumore, il tempo si ferma, e noi nemmeno ce ne accorgiamo.
Colpisce la sua energia, la sua dialettica, la sua simpatia, impossibile non esserne coinvolti. Ridono da Bari a Milano, dall’Emilia al Trentino. Si ride anche dalla Sardegna, regione alla quale sono legato a meta’. Curiosita’: l’Associazione Sardi e’ ai Rizzi, donje di Colugne, dula’ ca’ l’e’ le me ciase. Quando riesco ad esserci.
Iniziamo a cantare insieme, ed in attimo, quasi per incanto, ritorniamo appunto tutti a casa. Ora, per farvi capire, pensate di vivere in una citta’ di 20 milioni di anime, che sta in un Paese di un miliardo e mezzo di persone, diverse da noi nell’aspetto, nella lingua, nelle consuetudini. Quando anche una briciola della propria terra ci passa davanti, per noi vale tutto il mondo.
Certo i tempi sono cambiati. i nostri nonni partivano per sfuggire dalla fame, dalla mancanza di lavoro, magari anche dalla Guerra.
Ora, nello stesso tempo che ci impiega un treno per arrivare da Trieste a Napoli, con un aereo si arriva dall’altra parte del mondo. Non ci chiamano piu’ emigranti (o immigranti). Adesso ci chiamano Dottore, Avvocato, Ingegnere, Professoressa, Maestra, Chef, Esportiamo tecnologie, machine, idee. Ma Sdrindule esporta dei beni ancora piu’ preziosi: il sorriso, l’allegria, la vitalita’ di un matrimonio a due cifre. E’ questo che rimane di lui, dopo le barzellette, le risate, le canzoni. Dope aver "fat fieste", dopo che il paio d’ore e’ diventato tarda nottata Dopo che persino i camerieri cinesi, che prima ci guardavano come il Friz della Valcanale potrebbe guardare un telefono cellulare di ottava generazione, adesso ridono pure loro. Vagli a spiegare che tutto il Friuli sta in poche decine di condomini di uno dei quartieri di Shanghai. Ma Sdrindule, per vie che solo il cuore puo’ spiegare, riesce a far ridere anche loro.
Oramai e’ tardi, la mezzanotte e’ passata, la serata e’ stata un successo, abbiamo riso di cuore, e soprattutto siamo stati bene. Irriducibili, siamo ancora li, e lui con noi.
Per noi Sdridule non e’ stato un menestrello di sagra, ma ci ha portato un’allegria genuina servita su un vassoio di semplicita’. Basta poco, a volte.
Per noi, che siamo lontani da casa, o che attraversiamo l’Asia una volta ed anche due al mese, e’ importante. E questo ci fa amare ancora di piu’ il nostro Friuli, piccolo e lontano geograficamente, grande e vicinissimo nei nostri cuori. Basta poco, a volte.
Sdrindule, per un momento, torna ad essere il Signor Di Lenardo, si ferma un attimo e ci dice:" Ragazzi, ma che coraggio che avete avuto a venire qui. Ma come fate? Lo ascoltiamo in silenzio, e riflettiamo. Forse ha ragione. Forse e’ stata una follia, ma un giorno torneremo, ed il nostro sogno piu’ bello sarebbe quello di ripagare in qualche modo il Friuli per averci aspettato. Con gli interessi.
Grazie allora Sdrindule per essere stato con noi e per averci portato il Friuli da noi.
Nello stesso tempo che ci impiega un treno per arrivare da Trieste a Napoli, con un aereo si arriva dall’altra parte del mondo. Non ci chiamano piu’ emigranti. Ci chiamano Furlans


Marco Casula
Presidente del Fogolar Furlan di Shanghai

 

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