Sono in rete i Quaderni friulani di archeologia

Da qualche giorno i “Quaderni friulani di archeologia”, nati nel 1991 con l’intento preciso di essere una sorta di vetrina per giovani studiosi e di dar conto delle attività di carattere archeologico svolte soprattutto dai membri della Società friulana di archeologia, con resoconti di scavo e analisi del materiale, sono in rete nel sito www.quaderni.archeofriuli.net. Il sito stesso è stato già rilanciato nel web dal blog statunitense “Ancient world on line”, il maggiore veicolo internazionale di notizie sulle pubblicazioni archeologiche, che ha registrato negli ultimi mesi oltre 300mila accessi.
Il complesso dei “Quaderni” con il numero XXV (per l’anno 2015) – ora quasi pronto per essere rilasciato in rete – comprende cinquemila pagine e un corpus di oltre 400 articoli. Vi hanno collaborato circa 300 autori, di cui oltre il 18 per cento stranieri. Carattere specifico della rivista è stato di dare spazio a contributi di neolaureati o semplici appassionati accostati a quelli di specialisti impegnati nelle varie istituzioni dedicate alla ricerca (università, soprintendenze e musei).
L’area di competenza ha avuto come centro inizialmente l’alto Adriatico, comprendendo anche parte della Slovenia e dell’Austria, ma non si sono ignorate altre zone d’Italia e fin dai primi numeri i curatori hanno esteso gli interessi della rivista verso i Balcani ed oltre, con una sorta di appendice che in alcuni numeri si è intitolata “Studi microasiatici”. Occasionalmente sono stati pubblicati anche studi relativi alla penisola iberica, all’area germanica e a quella dell’Asia Minore. La rivista ha periodicità annuale.
I temi scelti riguardano sostanzialmente la cultura materiale nel senso più ampio, dal Neolitico fino al pieno Medioevo e oltre. Ampio spazio è stato dedicato alle indagini archeometriche e soprattutto agli studi paleoantropologici. Campi di indagine privilegiati sono stati lo studio degli insediamenti, con le relative necropoli, quindi le fibule, la ceramica, i vetri, le monete (di tutti i periodi storici), con escursioni nell’epigrafia romana.
Negli ultimi numeri i “Quaderni” sono diventati il veicolo per la diffusione degli atti degli incontri organizzati presso diverse realtà locali, da ultimo a cadenza annuale ad Aquileia, dedicati a  tematiche specifiche nell’ambito del caput Adriae, quali la ceramica  a vernice nera e la terra sigillata con bollo, i tappi di anfora, la riscoperta di contesti antichi da scavi non pubblicati, la fotografia archeologica intesa nel suo valore documentario.
La pubblicazione è stata resa possibile, nei primi anni, grazie ai finanziamenti del capitolo della Regione Friuli Venezia Giulia dedicato alle pubblicazioni di interesse scientifico (attualmente azzerato) e ai contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone.
La rivista negli ultimi numeri ha intrapreso una nuova strada, consona agli standard richiesti per le pubblicazioni a carattere scientifico. Pertanto essa è organizzata mediante il metodo della “peer-review”, con il referaggio affidato a lettori competenti e anonimi, supervisionato dal direttore responsabile. Essa ha un comitato scientifico internazionale formato dall’Assoc. Prof. Dr. Dragan Božič (Institut za arheologijo ZRC Sazu – Ljubljana, Slovenia; dal Dr. Christof Flügel (Oberkonservator Bayerisches Landesamt für Denkmalpflege. Landestelle für die nichtstaatlichen Museen in Bayer. Referat archäologische und naturwissenschaftliche Museen – Münche, Germania) e dall’Univ. Doz. Mag. Dr. Stefan Groh (Stellvertretender Direktor – Fachbereichsleiter Zentraleuropäische Archäologie, Österreichisches Archäologisches Institut – Zentrale Wien, Austria).
I “Quaderni Friulani di Archeologia” vengono realizzati in forma cartacea e stampati “on demand” per cui la rivista mantiene l’ISSN proprio delle edizioni cartacee. Ma attualmente ha una diffusione prevalentemente “on line”. Gli autori sono altresì liberi di diffondere i loro estratti in formato .pdf attraverso lo scambio diretto o caricando gli stessi nel sito academia.edu (e simili). Tali estratti hanno dunque equipollente valore ai fini scientifici e concorsuali in quanto identici alle copie oggetto di “deposito legale”. La diffusione in rete, per scelta consapevole del comitato di redazione e del consiglio direttivo della Società friulana di archeologia, proprietaria della testata, avviene in maniera del tutto gratuita. Ciò per promuovere la conoscenza del patrimonio archeologico, non solo friulano, ben al di là dei ristretti limiti che la diffusione del mezzo cartaceo consente e per ribadire la vocazione “no profit”dell’associazione.

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